OPERE DAL XV AL XX SECOLO

La Pinacoteca Civica di Reggio Calabria è un museo che custodisce ed espone opere d’arte prevalentemente di proprietà del Comune di Reggio Calabria. Le opere più antiche (XV-XIX secolo) derivano dalle collezioni dell’ex-Museo Civico, fondato nel 1882 e soppresso nel 1948; le opere più moderne (XIX-XX secolo) derivano da acquisti e donazioni.

Le opere più pregevoli provenienti dalle collezioni dell’ex Museo Civico sono senza dubbio le due tavolette lignee “San Girolamo penitente” e “Tre angeli in visita ad Abramo” dipinte da Antonello da Messina intorno al 1460 ed acquistate dal Comune di Reggio Calabria nel 1890 presso Giovanbattista Rota, discendente di una famiglia nobiliare reggina. Tra le opere statali, invece, spiccano “Il ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti e “La battaglia di Capua” di Andrea Cefaly. Tra le opere moderne, numerose sono quelle di artisti calabresi: del XIX secolo i paesaggi dei reggini Ignazio Lavagna Fieschi e del suo allievo Giuseppe Benassai e le sculture di Francesco Jerace; del XX secolo le tele di Rubens Santoro, Francesco Raffaele, Antonio Cannata, Enzo Benedetto; le sculture di Pasquale Panetta e Saverio Gatto. Tra gli artisti non calabresi, ricordiamo Giovanni Omiccioli, Giampiero Restellini e Renato Guttuso, del quale è esposto un disegno a china su cartoncino, “Pescatore Scillese”, con il quale partecipò alla Biennale d’Arte Calabrese nel 1949.

La sede

La Pinacoteca Civica è ospitata nei locali posti al primo piano fuori terra del Teatro Comunale “F. Cilea” costruito tra il 1920 ed il 1931 su progetto degli ingegneri Domenico De Simone e Carlo Laviny. La ristrutturazione, su progetto dell’architetto Fabio Mariano è avvenuta tra il 2006 ed il 2008. Di particolare pregio è il salone centrale, completamente dipinto con decorazioni a finto marmo alle pareti con decori a stucco e profilature in oro ed arricchito da tre splendidi lampadari in vetro di murano.

Il percorso espositivo

Gli ambienti espositivi sono quindici per uno sviluppo complessivo di 500 mq; le opere sono esposte secondo un criterio cronologico. Il primo ambito è dedicato alle due tavolette lignee di Antonello da Messina; nella SALA 2 si trovano opere su tavola realizzate tra il XV ed il XVII secolo, una scultura cinquecentesca in marmo del “Laocoonte” attribuita a Pietro Bernini, dipinti del XVII secolo tra i quali “Cristo e l’adultera” di Luca Giordano. Nelle SALE 3-4 l’itinerario prosegue tra le opere del XVII secolo, tra le quali si trova “Il ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti. NEL SALONE CENTRALE (SALA 5) sono collocate le più importanti opere del XVIII secolo della collezione comunale: le tele di Vincenzo Cannizzaro, i paesaggi di Salvator Rosa, le nature morte dei De Caro, la tela “Cantiere di navi” di Adrien Manglard. Nell’AMBIENTE 6 altre opere del XVIII secolo, mentre nella SALA 7 sono esposti ritratti del XIX secolo, alcuni di personaggi illustri della storia reggina; di particolare pregio il “Ritratto di certosino” di Gioele Covelli ed “Il ritratto di Fanny Salazar” di Vincenzo Jerace. Nella SALA 8 sono esposti al centro i paesaggi del XIX secolo dei reggini Ignazio Lavagna Fieschi, Giuseppe Benassai, Annunziato e Tommaso Vitrioli, “La battaglia di Capua” di Andrea Cefaly e la scultura “Nosside di Locri” di Francesco Jerace. Nella STESSA SALA, ai lati, e nelle SALE 9-10 si trovano le opere del XX secolo, con i calabresi Rubens Santoro, Francesco Raffaele, Antonio Cannata, Enzo Benedetto, per citarne alcuni ed artisti provenienti da altre parti d’Italia come Giovanni Omiccioli, Giampiero Restellini e Renato Guttuso. Nella SALA 11 sono esposte le sculture di Pasquale Panetta, Saverio Gatto, Emilio Caputo; NEL CORRIDOIO (AMBIENTE 12) si trovano altre tele del XVIII secolo, per chiudere, infine con gli AMBIENTI 13-14 dove si trovano opere dei pittori reggini Annunziato (1830-1900) e Tommaso Vitrioli (1857-1931).

MAPPA

In evidenza

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