Ecce Homo


Titolo: Ecce Homo

Autore: Pittore fiammingo
Periodo: XVII sec.
Soggetto: Sacro
Collezione:
Proprietà: Comune di Reggio Calabria
Inventario: 2008C
Tecnica: olio su tela
Dimensioni: cm 64x50

La figura di Cristo, avvolta in un mantello rosso, è rappresentata con il busto lievemente in tralice con la testa, con sopra la corona di spine, reclinata a sinistra. Le mani sono incatenate da una corda e la mano destra regge un bastone

Personaggi: Cristo

Ecce Homo (Giovanni 19, 5), espressione che significa letteralmente Ecco l'Uomo, è la frase che Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea, ha rivolto ai Giudei nel momento in cui ha mostrato loro Gesù flagellato.
Secondo quanto raccontato dai Vangeli, Gesù, al momento dell'arresto, viene ritenuto innocente dal Governatore, ma dato che i Giudei lo volevano giustiziare ugualmente, Pilato lo fece flagellare, credendo che questa pena potesse essere la massima che gli si potesse infliggere.
Quando ebbero finito con tale punizione, Pilato ripropose ai Giudei il Cristo coperto di piaghe e ferite sanguinanti e disse "Ecce Homo" come per dire "Eccovi l'Uomo, vedete che l'ho punito?". Ciò non fu però giudicato sufficiente, cosicché i sommi sacerdoti lo fecero crocifiggere. Questa frase indica per estensione anche la passione di Gesù come emblema d'una persona malconcia, emaciata, sfigurata dal dolore.
La scena riprende il momento in cui Gesù, fuori dal Sinedrio, è penosamente mascherato come la caricatura di un re (corona di spine, canna in mano a simulare uno scettro, mantello rosso sulle spalle).
Il dipinto Ecce Homo dell’artista ignoto fiammingo, con riferimento all’opera di Tiziano, si caratterizza per la forza espressiva con la quale l'artista, concentrandosi sulla sola figura del Cristo sofferente posta su un fondo scuro. Il Cristo è raffigurato a mezza figura in primo piano con la testa coronata di spine inclinata verso sinistra, abbigliato con un mantello di porpora, mentre con la mano destra, legata a quella destra, trattiene una canna a mo' di scettro. L'iconografia rimanda alla frase che Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea, rivolge a Giudei nel momento in cui mostra loro Cristo flagellato (Giovanni 19, 4-6). Il dipinto presenta una pennellata decisa e compatta e una forza espressiva del chiaroscuro che rende solenne e monumentale la figura del Cristo.

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